







Con il Rendering, nell’ambito della grafica 3d, identifichiamo quella fase conclusiva con la quale andiamo ad ottenere la visualizzazione del risultato finale.
E’ un processo nel quale andiamo a creare una fotografia virtuale del nostro oggetto creato al computer. Con questo termine quindi si identificano immagini sintetiche che sono state create mediante l’uso di un computer.
Internazionalmente viene spesso utilizzato il termine “CGI” acronimo che sta per “Computer Generated Imagery” cioè immagini create per mezzo di un calcolatore.
Pioniere nell’uso di tale tecnica è stato il cinema, dove grazie alle importanti risorse finanziarie destinate alle grosse produzioni, questo tipo di tecnica ha aiutato i registi a poter visualizzare le proprie idee fantastiche.
Caso emblematico, il film Jurassic Park del 1993 nel quale Steven Spielberg fu convinto della bontà della CGI a confronto della vecchia tecnica dell’animatronic (pupazzi robotizzati filmati in stop motion) per ricreare in maniera convincente i mostri del film.
Il Rendering fotorealistico è diventato un potente mezzo messo al servizio della creatività per realizzare un’ immagine accattivante, impossibile da ottenere con altre tecniche fotografiche tradizionali.
Il Render 3d può abbattere i costi in quanto viene meno la necessità di spostarsi in una località lontana quando la stessa può essere ricreata virtualmente.
Non c’è inoltre il bisogno di spedire l’oggetto da foto inserire nella location prescelta perché il fotografo può realizzare delle particolari mappe dell’ambiente (fotografie a 360 gradi in HDR) con le quali poi ricostruire l’illuminazione originale sulla scena virtuale.
In molti casi inoltre il rendering fotorealistico è utilizzato per realizzare un servizio fotografico su un prodotto che è ancora in fase di realizzazione: è questo il caso frequente nelle pubblicità di oggetti d’uso e delle automobili, nelle quali la campagna pubblicitaria si svolge durante la fase di produzione dell’oggetto stesso, usando quindi il suo modello virtuale generato da precisissimi disegni tecnici CAD (Computer Aided Design).
Ecco di seguito elencati i passaggi che concorrono a creare una scena che sia percepita come fotorealistica, nella quale cioè l’oggetto virtuale sembra esistere realmente nella scena fotografata.

Fotografia a 360 gradi in Hdr, la quale fornisce l’illuminazione e i riflessi per l’ambientazione del nostro oggetto virtuale all’interno della fotografia. [Firenze, Museo degli Uffizi, 2009]

Fotografia originale, non ritroccata e bilanciata nella temperatura di colore, la quale sarà il nostro fondale dell’immagine finale.

Aggiunta degli elementi virtuali ottenuti con il rendering all’interno del programma di grafica 3d. L’illuminazione e i riflessi sono stati forniti dalla mappa a 360 gradi in Hdr.

Aggiunta delle ombre create con il rendering sempre all’interno del programma di grafica 3d ed importate come livello separato all’interno di Photoshop.

Bilanciamento finale di tutte le luci, correzione della cromia tra i differenti elementi, correzione della prospettiva degli oggetti virtuali, aggiunta dei riflessi nelle pozzanghere, controllo e bilanciamento del contrasto.
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